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Quali sono gli svantaggi delle comunità energetiche?

Ne abbiamo selezionati 3 e ne parliamo in questo articolo.

Comunità Energetiche: una nuova era di sostenibilità?

Le comunità energetiche rappresentano un concetto innovativo ed evolutivo del panorama energetico. La condivisione dell’energia tra gruppi di individui, aziende o enti pubblici che collaborano per produrre, consumare e gestire energia rinnovabile in modo collettivo e decentralizzato, sembra essere quasi troppo bello per essere vero e in Italia si fa fatica a credere che non ci sia sotto qualche inghippo.

 

La verità è che il problema della sostenibilità è quanto mai pressante e nasce dall’esigenza di trovare soluzioni più resilienti rispetto al tradizionale e ormai piuttosto datato, sistema di produzione e distribuzione dell’energia.

E qui ci vengono in aiuto le nuove fonti di energia rinnovabile (nuove si fa per dire…) come il solare, l’eolico e la biomassa che permettono la produzione di energia elettrica che possa essere condivisa tra i membri della comunità.

 

L’aspetto affascinante delle comunità energetiche è la capacità di coinvolgere i cittadini in modo diretto, nella gestione dell’energia. Questo approccio dovrebbe, poco per volta, rendere tutti maggiormente consapevoli dell’effetto delle loro azioni sull’ambiente supportando gli obiettivi di transizione energetica e lotta ai cambiamenti climatici e allo stesso tempo consentire di distribuire i benefici economici derivanti dalla produzione di energia rinnovabile tra un numero maggiore di persone.

 

Ma non sono tutte rose e fiori… ed è per questo che il processo di transizione è ancora così lento. Come vedremo nelle sezioni successive la creazione e la gestione di una comunità energetica non sono prive di sfide.

Comprendere gli svantaggi quindi è fondamentale per valutare in modo equilibrato le opportunità che questo progetto offre e le soluzioni per uscire dalla matassa dei nodi burocratici.

 

Svantaggi del progetto comunità energetiche

 

Tecnicismi e Burocrazia: i primi ostacoli alle comunità

 

Il politichese e la burocrazia sono sempre stati i grossi ostacoli da superare per qualsiasi valorosa impresa che si voglia compiere in territorio italiano. Quindi è necessario sapere cosa si sta facendo o affidarsi a chi lo sa per evitare di inciampare ancora prima di essere partiti. I processi amministrativi e tecnici possono infatti scoraggiare chi non ha familiarità col settore energetico.

Complessità burocratica

Avviare una comunità energetica implica affrontare una serie di procedure burocratiche che vanno dalla registrazione formale della comunità all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie e, non da ultimo la gestione degli accordi e dei contratti tra i vari membri della comunità. Ognuna di queste fasi può subire qualche ritardo o complicazioni da risolvere. Inoltre, poiché la normativa ha ancora margine di evoluzione, chi si occupa di queste questioni deve mantenersi sempre aggiornato ed eventualmente adeguare in corsa le operazioni.

Complessità Tecnica

Sul fronte tecnico è necessario progettare infrastrutture e impianti di produzione che siano in regola con quanto richiesto dal regolamento delle comunità energetiche. Anche qui perciò c’è necessità di affidarsi a ditte di installazione che sappiano bene cosa fare e come.

Costi iniziali

I costi iniziali per l’installazione di un impianto di energia rinnovabile possono essere abbastanza ingenti. Questo aspetto va valutato in un business plan dedicato al progetto, che possa mostrare anche le tempistiche di rientro dell’investimento per una valutazione più obiettiva e informata.

Limitazioni per le grandi imprese

Le comunità energetiche presentano un’opportunità significativa per i piccoli produttori e consumatori di energia rinnovabile, ma pongono degli ostacoli alle grandi imprese che non possono diventarne membri.

Esclusione della partecipazione diretta

A causa della loro elevata capacità di produzione e consumo, le grandi imprese sono state escluse dalla possibilità di diventare membri delle comunità energetiche per evitare che esse abbiano il monopolio dei benefici della produzione e condivisione dell’energia rinnovabile.

Soluzioni Alternative per le Grandi Imprese

Nonostante l’esclusione diretta le grandi imprese possono comunque partecipare indirettamente alle comunità energetiche attraverso vari meccanismi, come stipulare accordi d’acquisto di energia con le comunità o altre soluzioni che permettono loro di beneficiare della transizione energetica seppur non in maniera diretta.

Vincoli Geografici

Un aspetto fondamentale delle comunità energetiche è la necessità di una prossimità geografica tra i membri. Produttori e consumatori infatti devono essere ubicati nella zona geografica i cui Pod (punti di connessione alla rete elettrica nazionale) facciano capo alla stessa cabina elettrica primaria. Questo requisito è imposto per facilitare la distribuzione locale dell’energia prodotta e minimizzare le perdite di trasmissione ma chiaramente può essere un vincolo limitante per la formazione delle comunità soprattutto in aree con una densità di popolazione non uniforme.

 

Conclusione

Le comunità energetiche rappresentano un’opportunità straordinaria per promuovere la sostenibilità ambientale e l’autonomia energetica locale e sono un’investimento molto vantaggioso anche economicamente parlando. E’ bene però essere consapevoli delle sfide e dei vincoli legati a questo progetto per poterlo affrontare con cautela e consapevolezza, attraverso una pianificazione accurata e il supporto di esperti del settore, che permettano di creare una comunità energetica efficiente e vantaggiosa per tutti i membri.

Lo scopo del nostro studio è quello di facilitare il processo di creazione o annessione, seguendo i nostri clienti lungo tutto il percorso e trovando le soluzioni più adeguate alle esigenze di ognuno.

Se fai parte di un’impresa e sei interessato a ricevere maggiori informazioni sul progetto e la sua fattibilità, contattaci!

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