In questo breve articolo spiegheremo come funzionano le comunità energetiche, per comprendere meglio il loro potenziale e capire perché possono essere vantaggiose per le imprese e la comunità.
Comunità Energetiche: evoluzione energetica?
Le comunità energetiche rappresentano un concetto innovativo ed evolutivo del panorama energetico. La condivisione dell’energia tra gruppi di individui, aziende o enti pubblici che collaborano per produrre, consumare e gestire energia rinnovabile in modo collettivo e decentralizzato, sembra essere quasi troppo bello per essere vero e in Italia si fa fatica a credere che non ci sia sotto qualche inghippo.
La verità è che il problema della sostenibilità è quanto mai pressante e nasce dall’esigenza di trovare soluzioni più resilienti rispetto al tradizionale e ormai piuttosto datato, sistema di produzione e distribuzione dell’energia.
E qui ci vengono in aiuto le nuove fonti di energia rinnovabile (nuove si fa per dire…) come il solare, l’eolico e la biomassa che permettono la produzione di energia elettrica che possa essere condivisa tra i membri della comunità.
L’aspetto affascinante delle comunità energetiche è la capacità di coinvolgere i cittadini in modo diretto, nella gestione dell’energia. Questo approccio dovrebbe, poco per volta, rendere tutti maggiormente consapevoli dell’effetto delle loro azioni sull’ambiente supportando gli obiettivi di transizione energetica e lotta ai cambiamenti climatici e allo stesso tempo consentire di distribuire i benefici economici derivanti dalla produzione di energia rinnovabile tra un numero maggiore di persone.
La normativa sulle Comunità energetiche
Attualmente, la normativa italiana sulle comunità energetiche rinnovabili è stata delineata principalmente dal Decreto Legislativo 162/2019 noto come Decreto Milleproroghe 162/2019 (articolo 42-bis, convertito con la Legge n. 8/2020 del 28 febbraio 2020) che recepisce le direttive europee sulla promozione dell’uso dell’energia rinnovabile. A questo si aggiungono i relativi provvedimenti attuativi (la delibera 318/2020/R/eel dell’ARERA e il DM 16 settembre 2020 del MiSE) e il D.Lgs. 199/2021, che dà attuazione alla Direttiva Europea RED II sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.
Se avete voglia di leggere, vi lasciamo qui le Regole Operative CER !
In sintesi cosa si dice?
Semplice: sia che tu sia un privato, una piccola media impresa, una pubblica amministrazione, un ente locale, religioso o del terzo settore puoi liberamente entrare a far parte di una CER sia come consumatore che come produttore e godere di svariati vantaggi.
Vantaggi delle Comunità energetiche: quali sono?
Perché è conveniente entrare a far parte di una comunità energetica? Beh, perché conviene!
I vantaggi sono molti, sia da un punto di vista economico che ambientale, e rendono questo progetto un’opzione molto attraente per chi desideri investire nell’energia rinnovabile e contribuire, allo stesso tempo , alla sostenibilità del proprio territorio. Poi, per carità, ci sono anche degli svantaggi e ostacoli al progetto…ma di questo parliamo in un altro articolo! (Comunità Energetiche: una nuova era di sostenibilità? Vediamo 3 svantaggi )
Vantaggi Economici
- In primis le comunità energetiche possono offrire significativi vantaggi economici dovuti alla riduzione del costo dell’energia, grazie all’autoconsumo di quella prodotta localmente, che portano un bel taglio ai costi in bolletta.
- Poi ci sono gli incentivi sull’energia condivisa in rete, erogati dal GSE per i 20 anni successivi alla costituzione della CER che si aggiungono alla remunerazione sull’energia non consumata ed immessa in rete (valorizzazione PUN).
- Inoltre le detrazioni fiscali applicate all’installazione dell’impianto sommate agli incentivi di cui sopra, permettono di aumentare il ritorno dell’investimento iniziale e di recuperare il costo dell’impianto in 4, 5 anni.
Vantaggi ambientali
- La promozione dell’uso di energie rinnovabili, riduce la dipendenza dai combustibili fossili, abbattendo le emissioni di CO2 che, al momento attuale, sono uno dei grandi problemi ambientali che ci affliggono provocando cambiamenti climatici estremi.
- Poi c’è una gestione più efficiente delle risorse energetiche locali in quanto, non essendoci il trasporto per lunghi tratti, vengono ridotte le perdite di energia durante la distribuzione, incrementando positivamente il bilancio sociale e di sostenibilità del Paese.
Vantaggi sociali
- Il costituire una comunità, porta anche al sensibilizzare la stessa su temi più eco-friendly…ma non solo.
- Le aziende appartenenti ad una comunità avranno la possibilità di stringere rapporti tra di loro ed eventualmente istituire gruppi d’acquisto interni alla CER, condividendo il Know How in una rete di imprenditori.
- Inoltre, il regolamento CER stabilisce che una quota dell’energia condivisa tra imprese, venga destinata ai soli consumatori diversi dalle imprese e\o utilizzato per finalità sociali aventi ricadute sui territori ove sono ubicati gli impianti per la condivisione, permettendo così un finanziamento ad attività di interesse sociale, culturale, turistico, sportivo, socio-sanitario etc. In questo modo le risorse della comunità verranno devolute a iniziative importanti che sono di sostegno per tutti gli appartenenti alla stessa.
Come partecipare ad una comunità energetica?
Il GSE ha stilato un vademecum riassuntivo che può chiarire le idee in materia di CER. Gli step non sono tanti, ma…un po’ complessi.
Requisiti e processi
Si parte dall’individuazione dell’area adatta dove poter realizzare gli impianti alimentati dalle fonti rinnovabili e gli utenti che si assoceranno e condivideranno l’energia elettrica.
Poi si costituisce legalmente la CER (può avere varie forme: associazione, ente del terzo settore, cooperativa, consorzio, organizzazione senza scopo di lucro etc) in modo che essa abbia una propria autonomia giuridica (e quindi un atto costitutivo e uno statuto).
I soggetti che possono far parte della CER sono vari, da produttori (che realizzano impianto fotovoltaico per lo scopo) ad auto consumatori (che hanno un impianto dedicato all’autoconsumo e che condividono con la comunità l’energia in esubero) ai consumatori che non possiedono alcun impianto ma solo un’utenza elettrica e i cui consumi possono essere coperti, in parte, dall’energia messa in comune.
Attenzione però che i produttori, se vogliono far parte della CER, devono avere un impianto con potenza non superiore ad 1 MW e di nuova costruzione (entrati in esercizio dopo il 16 dicembre 021) o comunque successivamente alla costituzione legale della CER di quell’area.
Per maggiori approfondimenti vi rimandiamo alla parte dedicata alle comunità energetiche del sito GSE.
Progettazione, installazione impianti e autorizzazioni
La comunità energetica, per godere dei vantaggi ad essa dedicati, deve ovviamente prevedere la progettazione e l’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile e questo richiede la collaborazione con professionisti del settore energetico per garantirne l’efficienza e la conformità con la normativa tecnica. Inoltre è necessario poi ottenere tutte le autorizzazioni e i permessi sia per l’installazione (autorizzazioni ambientali, permessi edilizi) che per l’operatività degli impianti (connessioni alla rete elettrica)
Gestione e distribuzione dell’energia
Una volta superati questi step, la CER dovrà gestire la produzione e la distribuzione dell’energia in modo da garantire un rapporto sempre equilibrato che permette di accedere alla totalità degli incentivi previsti.
Ma anche in questo caso…esiste chi può occuparsene!
Concludiamo…
E’ ovvio che, leggendola così…ci può venire un po’ di mal di testa!
A noi ne sono venuti vari in questi anni!
Poi, grazie allo studio, all’esperienza sul campo e alla collaborazione con partner seri e preparati…ci siamo ripresi!
Per questo adesso ci occupiamo di sviluppare progetti di comunità energetiche e siamo in grado di supportare studi tecnici, installatori, imprese e chiunque abbia un progetto in mente, ponendoci come intermediari e facilitatori, fornendo supporto sia tecnico che commerciale fin dall’inizio.
Se anche tu hai un progetto in mente e vorresti capire come svilupparlo, contattaci per una consulenza gratuita!

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